Nel deserto di Atacama, tra dune e polvere, si nasconde una delle più grandi discariche tessili del mondo, situata vicino a Iquique. Container di vestiti provenienti da Stati Uniti, Bangladesh, Pakistan e Paesi dell’Unione Europea arrivano al porto di Zofri.

Ad Alto Hospicio, una delle zone più periferiche di Iquique, si registra una presenza significativa di migranti provenienti da diverse nazioni, in particolare da Paesi vicini come Perù e Bolivia. Le cosiddette “Tomas”, baraccopoli sorte negli ultimi decenni, sono diventate il simbolo di una crescita urbanistica disordinata e rapida, alimentata dai flussi migratori che hanno iniziato a intensificarsi a partire dagli anni ’90. Questi insediamenti informali, nati inizialmente come rifugi temporanei per chi arrivava in cerca di migliori opportunità, sono oggi abitati da migliaia di persone, tra cui famiglie che vivono in condizioni precarie. La pressione migratoria ha contribuito a un rapido sviluppo di queste zone, ma ha anche posto nuove sfide in termini di servizi, infrastrutture e integrazione sociale. Le “Tomas” rappresentano, così, non solo un luogo di transito, ma anche una delle realtà più visibili delle difficoltà che incontrano i migranti nella loro lotta quotidiana per la sopravvivenza e l’integrazione in una nuova società.

Gli indumenti scartati dalle grandi catene della moda vengono suddivisi per marca e stato. Alcuni, quasi nuovi, trovano una seconda vita nei negozi locali, mentre altri, logori, vengono bruciati o sepolti. Negli ultimi due anni, le montagne di tessuti, un tempo visibili, sono state nascoste sotto la sabbia o incenerite dalle aziende, che evitano di affrontare il problema apertamente.

Dietro questa crisi ambientale si cela una realtà umana drammatica. Senzatetto e lavoratori precari vengono pagati per bruciare i rifiuti tessili, respirando sostanze tossiche.

Le fibre sintetiche e i prodotti chimici rilasciati nell’aria rappresentano una minaccia per la salute degli abitanti. Le baraccopoli sorgono vicino a queste discariche, e molti bambini crescono respirando un’aria malsana e contaminata.